Tizio e Caio si introducevano nella villa di Sempronio, noto imprenditore, al fine di derubarlo della sua collezione di gioielli. Sempronio, accortosi degli intrusi, reagiva ed aggrediva Tizio in modo tale da costringerlo a lasciare la refurtiva e darsi alla fuga.

Caio, però, alla vista della colluttazione iniziata tra i due, decideva di intervenire in soccorso del suo complice e si procurava un ferro da camino, con il quale colpiva ripetutamente, al cranio, il padrone di casa.

Il susseguirsi delle percosse, proseguito anche quando l’imprenditore era incapace di reagire, provocava gravissime lesioni e poi la morte di Sempronio. I due fuggivano con la refurtiva. Tuttavia, dopo poco tempo, Tizio e Caio venivano arrestati e successivamente processati. Il Tribunale condannava entrambi per i reati contro il patrimonio commessi e Caio per omicidio con l’aggravante prevista dall’art. 61, n. 4, c.p.

Caio, ritenendo ingiusta l’applicazione dell’aggravante della crudeltà – la quale determina un consistente inasprimento di pena – si rivolge al proprio legale di fiducia per valutare la possibilità di impugnare in Appello la sentenza di primo grado. Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l’atto ritenuto più opportuno.

 

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