QUESTIONE DI DIRITTO CIVILE 7,2
Tizia, anziana signora rimasta nubile e senza figli, da diversi anni convive nella casa familiare di sua proprietà con il nipote Caio, figlio di una sorella deceduta da tempo.
A seguito di violenti contrasti sorti tra i due, Tizia, scoperto di essere affetta da una grave patologia, redige un testamento olografo con il quale nomina suo erede universale il germano di Caio, Mevio.
Peraltro, Tizia, dopo aver scritto e datato di suo pugno il testamento, senza tuttavia sottoscriverlo, lo ripone in una busta chiusa sul cui frontespizio appone la propria sottoscrizione. Fatto ciò, la donna consegna la busta a Mevio pregandolo di custodirla fino alla sua morte.
Una volta deceduta Tizia, Mevio apre la busta e scopre che la zia lo ha nominato suo erede universale.
Mevio, dunque, considerato che l’unico bene facente parte dell’asse ereditario è costituito dalla casa familiare nella quale vive il fratello Caio, conviene in giudizio quest’ultimo, chiedendo l’immediato rilascio dell’immobile perché detenuto senza titolo.
A sostegno della domanda, Mevio assume di essere proprietario esclusivo del bene in forza della successione testamentaria della zia.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l’atto giudiziario più idoneo alla tutela delle sue ragioni, ritenuta l’assenza di altri successibili.
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