Tizio, titolare di un esercizio commerciale di vendita all’ingrosso di prodotti di ristorazione, risultava creditore di considerevoli spettanze nei confronti di Caio, in ragione di pregresse forniture di merci.

Esauriti infruttuosamente i tentativi di recuperare i crediti vantati, Tizio decideva di recarsi direttamente al cospetto di Caio e, dopo averlo spinto e colpito più volte al viso a mano aperta, lo costringeva a pagare una parte degli importi dovuti e a firmare un documento con il quale riconosceva di essere debitore nei suoi riguardi e si impegnava a corrispondere il residuo.

Per questo fatto veniva applicata nei confronti di Tizio la misura della custodia cautelare in carcere avendo il giudice procedente ravvisato gli estremi integrativi del reato di estorsione ed avendo ritenuto il fatto così grave da giustificare l’applicazione della misura coercitiva custodiale.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga la richiesta di riesame del provvedimento cautelare.

 

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